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"Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e disputarono
Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri
Ora sono tutti uguali"

Le memorie di Barry Lindon
di William M. Tackeray


10 agosto 2004



(posto il diario di un mio amico dall'India per sentirmi un po' in vacanza)

Il primo impatto con l`india l`ho avuto prima ancora di mettere piede sul suolo indiano. L`aereo della Air India, che avrebbe dovuto muoversi alle 14, lo ha fatto alle 17. Il tutto per un guasto ad uno dei motori, che ha costretto una squadra di tecnici ad aprire il motore, a sventrarlo ed a richiuderlo. Il tutto sotto il getto di una pompa dei vigili del fuoco... Puoi immaginarti come ero durante il decollo...Una volta atterrato, mi sono subito reso conto di dov`ero gia` nel tunnel che si appoggia alla carlinga dell`aereo e che porta dentro l`aeroporto. C`era un condizionatore ogni 10 metri. Ognuno faceva una fatica incredibile e lavorava al massimo, con risultati pressoche` nulli. Traformare un`aria rovente e carica di molecole d`acqua in aria secca e fresca non e` un lavoro facile nemmeno per il migliore dei pinguino delonghi. Il tragitto con il minitaxi fino ad old delhi e` stato terrificante. Il tassista andava come un matto, senza rispettare una sola regola del codice della strada locale (i semafori rossi avranno lo stesso significato dappertutto. che diamine!) e di spirito di sopravvivenza (ne` io ne` jacopo siamo riusciti da quel tragitto a capire se in india si guida a destra o a sinistro). Ma specialmente si confermava tutto quanto avevo sentito dire e letto: centinaia, migliaia di persone dormivano per terra, sporche e malaticce. Anche in mezzo alla strada, con i taxi e i riscio` che passano a pochi centimetri. Il tutto in mezzo a spazzatura, feci umane e non e cani rognosi. L`albergo scelto si trovava a Old Delhi: Hotel De Romana. Un vero schifo: sporco, senza bagno, trasandato e anche un po` caro (350 rupie = 7,5 euro a testa), relativamente a quello che abbiamo pagato dopo (circa 100 rupie = meno di 2 euro). Oltretutto la strada in cui si trovava era una sorta di dormitorio per poveracci e lebbrosi (il taxi, facendo retro ne ha beccato uno...). Su delhi ho poco da dire. La prima cosa che colpisce e` il disordine totale. Nessun punto di riferimento, piazze e vie sono troppo grandi e c`e` gente dappertutto. Ti rendi conto che l`india e` sovrappopolata guardando anche solo una strada. La gente povera, sporca e malata, in stragrande maggioranza, si mischia con la gente normale, con i cani, gli asini e le vacche. New Delhi e Old Delhi si distinguono per il solo fatto che la prima ha vie enormi ed e` pianficata dal punto di vista urbanistico. Tutte due fanno schifo. L`aria e` irrespirabile e non sai se e` per l`inquinamento (c`e` un traffico spavenotoso: come diceva un amico, delhi sta a napoli, come napoli sta a un tranquillo paese inglese), per la puzza di sterco che t`insegue ovunque o per l`odore del cibo, che viene cotto ad ogni angolo di strada. Il 17 mattina, intorno alle 5, ci siamo spostati. La stazione di Delhi e` il riassunto della citta`. L`Himalayan Queen, il treno per Kalka, nostra destinazione intermedia, ci ha portato nel pieno cuore dei famosi slum indiani. Catapecchie di fango e lamiere brulicanti di esseri viventi che a stento definirei uomini. In mezzo ai binari, bambini e adulti provvedevano alle proprie esigenze isiologiche con le braghe calate, mentre alcuni cani banchettavano mangiando una cavalla, probabilmente travolta da un treno. Viaggiamo nell`ultima classe di quattro. Le altre tre erano tutte occupate. L`ultima non poteva esserlo, visto che non ci sono posti fissi. Questo fatto, perlomeno, fa si che ci si trovi un po` di tutto, dai ciechi che mendicano, ai giovani studenti indiani smaniosi di chiaccherare con un occidentale e molto protettivi (allontanano sempre gli accattoni dai turisti) e anche qualche turista (io, jac e quattro francesi, due dei quali in viaggio da due anni in bicicletta!). A Kalka prendiamo il secondo tratto ell`Himlayan Queen, un treno a scartamento ridotto, questa volta in prima classe. Man mano che ci avviciniamo alle montagne, la`aria diventa piu` respirabile e la gente sembra meno povera, meno disperata. In tutto ci facciamo 10 ore di treno. Shimla e` una cittadina simptatica, ben tenuta, piena di turisti indiani benestanti e scimmiette antipatiche e con problemi intestinali. La sera ci siamo decisi al primo contatto con la cucina indiana: eccezionale. Per iniziare abbiamo preferito alcuni piatti fritti, per la semplice ragione che ce li cucinavano davanti e potevamo guardare cosa mangiavamo. Spesa totale: 60 rupie in due. Un euro vale 56 rupie... Il giorno dopo partenza per McLeod Ganj. In tutto una decina di ore di viaggio. Dopo un grande sonno, abbiamo passato la giornata a visitare la residenza del Dalhai Lama e alcuni templi, dove monaci buddhisti e pellegrini cinesi ed occidentali pregavano emettendo un Om che faceva vibrare la cassa toracica. Davvero emozionante.Ora sono quasi le cinque del pomeriggio e un pulmann ci aspetta. Andremo verso manali (circa 10 ore: eh si`, qui ci si sposta a botte di dieci ore!), sempre piu` a nord e poi saliremo sull`Himalaya. Il telefono prende e non prende. E comunque non posso caricarlo sempre e quindi lo tengo spengo. Vi abbraccio forte; non appena trovero` un altro internet poin vi scrivero` ancora!


Enrico




permalink | inviato da il 10/8/2004 alle 10:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

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