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poesie fuori corso
 


"Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e disputarono
Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri
Ora sono tutti uguali"

Le memorie di Barry Lindon
di William M. Tackeray


21 dicembre 2004

insonnia 3

Non è questione di veglia o sonno, ma di sogno.
E solo chi pesca di notte con le nasse insonni
Al fondo sa che anche dormendo si pigliano pesci.

Il cancro è un labile segno d’acqua, nostalgico
E fragile. Dorme al buio nella sabbia e di giorno
Attraversa strade dove la morte incurante lo investe.

Solitario nel campo c'è uno spaventapasseri con sette
Code di paglia. spera che qualcuno, pure un corvo, passi
A trovarlo, dovesse costargli un bottone della testa




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1 dicembre 2004

farfalla crisalide farfalla

Per un microchip in cortocircuito – dovuto all'usura
O forse a un granello di polvere che rotola nel bios –
Si ripete all'infinito, nevrotico, il ciclo elettrico e vitale
Di una sintetica crisalide-farfalla che brulica nel buio
Piatto e sincopato dello schermo dove sbattono le ali
Strette nell’icona del sistema windows in perpetuo
Riavviamento. Pare una falena di metallo intrappolata
In un vetro di lanterna accesa dal magnete di una pila.






Tempo di composizione, 15 minuti, ovvero i cinque di attesa perché i grafici sistemassero il computer che ogni tanto impazzisce e un dieci minuti di lirico cazzeggio.







Tempo di lettura, 35 secondi.






Tempo di durata, nessuna. 
 




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16 settembre 2004

pupille gustative

Non resisto alle donne che ti mangiano vivo
con gli occhi voraci come dilatate pupille.
Sono quelle che amano salare carne tenera ,
addolcita dal sangue ch'esala alle narici.

Nella parte civilizzata del regno animale
ci sono troppe donne vegetariane.
Ma nella savana sub-urbana, per fortuna,
ormai sono in via d'estinzione.





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8 giugno 2004

Feeling at 451 Fahrenheit degrees

A volte mi chiedi se ancora c’è luce tra i nostri corpi
strofinati così a fondo da essersi fusi e così a lungo
d'acciecarsi in falò iridescenti di scintille elettrostatiche.

Non so, davvero, non vedo più niente di quella fiammella
che a volte veniva persino voglia di chiamare amore. Credo
che nuda balli tra le lingue dell’incendio che avvampa
nella carne ben oltre la soglia dei 451 gradi Fahrenheit.

Se vuoi rinvenire quella luce - visibile ad occhi nudi solo
con i vetri scuri da saldatore, per scovare venere sul sole -
dovresti abbassare la fiamma, rischiando di spegnerla del tutto.

                          Piuttosto, ricorda, di notte le ombre
ci sono ma sono confuse nel buio. Di giorno le stelle
ci sono ma sono murate nel cielo, vividi cocci di vetro
troppo azzurro e trasparente per poterle intravedere.




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21 gennaio 2004

I mari a separare

Tra il dire e il fare ci sono due mari

Il primo, abissale, si corre per colmare
la distanza che confonde il profilo
di un'assenza con l’essenza delle cose.

È tutto un salto di vento, un canto di sirene,
un teorema di secche e cambi di rotte.
Per questo si parte per non arrivare.

L’altro, invece, si percorre in un soffio,
nel batter di ciglia di un faro del porto.
Il viaggio è già compiuto se decidi di salpare.

da I mari a separare di Italo Gropaiz




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12 gennaio 2004

poker, il vuoto di ogni gradino

dopo aver stanato il fato e l'illusione
di poter giocare a viso scoperto,
ho appreso il senso della vita e di quei versi:
il segreto con cui andarsene muti
a fine partita, tra le persone che non voltano
le carte per dirti se hanno bluffato,
per errore o in perfetta malafede, recitando
la parte che il destino ha dato loro .
e quando t’incontro più volte in un giorno soltanto
capisco di quali occhi, adesso, ho bisogno
per colmare il vuoto che s’apre ad ogni gradino




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1 gennaio 2004



Oggi ti avrei portata al mare, così
Per farti declinare l'arrivo di quel tale,
Imminente da un altro sempre assente.

Domani, poi, se avrai la mia pazienza,
Ti dirò cosa portare, di noi due, soli,
Nel tuo puerile viaggio d'oltre-mare.

Quel pigiamai tutto rosso, il nostro
Teorema irrazionale. E il giornale
dove iscrivere il giorno da venire.

...

Al mare, poi, è stato facile arrivare
con chi mi pare, sai che piace
scoprire vie di fughe alternative.

In fondo, contare sulle persone
è come rincorrere un cane che corre
ma non sa dove andare.

Perché il mondo, per lui, è solo
quel cerchio di passi che compie
il padrone, e lui prova a indovinare




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26 dicembre 2003

icara gioia

felicità, icara gioia
folle volo
ali di cera.
dilegui, se arrivi
troppo vicino alla fonte




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