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paris hilton, il silenzio degli agnelli e i coglioni di sarkozy

Paris Hilton, con la sua faccia da culo, nel senso buono, cioè porco, del termine, si è messa in posa per le foto segnaletiche. tutti ci chiediamo come cazzo sta lei. la cattiva ragazza che finisce in gabbia. ma non le succederà nulla, purtroppo, e quindi si tratterà di una vita divenuta reality che irrompe nella vita irreale, credo, del carcere. Costanzo c'è arrivato un po' prima, con un reality che voleva far conoscer la vita del carcere. con il rischio, però, di rendere catodico - che brutta parola, mi ricorda gl infissi anodizzati - dunque familiare e domstico, accettato, anche quello scandalo che è il carcere. sia chiaro, uno scandalo che spesso si vanno a cercare o comunque nel quale finiscono senza scuse. Certo che l'ereditiera di una grande catena di alberghi finita in un carcere è un degno contrappasso.

Piuttosto, il libro, interessante, sulla famiglia Agnelli svela quanto la nostra famiglia reale, o regale, con tutti i regali che ha ricevuto dallo stato, sia un incrocio tra i Buddenbrock e i Kennedy. Ricordo che The silence of the lambs fu tradotto Il silenzio degli innocenti perchè non si poteva chiamarlo Il silenzio degli agnelli. Il rischio di venire inteso come un libro sull'Avvocato e associati familiari era troppo alto. Ecco, ora quel libro e quel film andrebbero chiamati per quello che sono: il silezio degli agnelli.

Beppe Servergnini al convegno di Bagnaia sull'editoria parlava del mondo dei giovani e del mondo degli uomin in cravatta. Eppure, da Marchionne a Berlusconi la cravatta non tira più. Infine, avete notato che la rivista della destra diretta da Italo Bocchino si chiama Con e si ispira alla lezione francese di Sarkò. Io non conosco il francese oltre quelle due tre parolacce che ci scambia quando si incontra uno straniero. Ecco, credo che con fosse coglione. Bah

Pubblicato il 5/6/2007 alle 12.36 nella rubrica Diario.

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